Testimonianze tra la cittadinanza che vive nei pressi di terreni coltivati in Valtiberina

L’idea di raccogliere testimonianze tra quanti abitano in prossimità dei campi coltivati a tabacco o che vivono nei pressi di essiccatoi delle foglie della stessa coltivazione, è nata in occasione del convegno svoltosi ad Anghiari nel maggio 2014 intorno al tema “Agricoltura , Ambiente e Salute”.

Ad ogni persona intervistata sono stati illustrati gli obiettivi del colloquio :

  • Capire se e quali sono i disagi in concomitanza dei trattamenti con pesticidi per chi risiede in prossimità delle coltivazioni;
  • Proposte e/o richieste da fare a coltivatori e/o amministrazioni per arginare disagi e rischi per la salute di famigliari, animali, orti, piante...
  • Capire se e quanto le esalazioni degli essiccatoi incidano sulla qualità di vita di chi abita in loro prossimità.

 

Di seguito presentiamo alcuni estratti suddivise per problematiche emerse durante i colloqui, ed in particolare:

 1. Sintomi

 2. Malattie e idee sulla salute

 3. Conseguenze su animali e territorio

 4. L’intervento delle istituzioni

 5. Proposte 

 

1.Sintomi

“Qui quando fanno i trattamenti ti raggiunge un odore acre da non credere: a me viene prurito dappertutto, ma forse sono io che sono sensibile. Quando sentiamo arrivare questo odore è così forte che fuori non si resiste: scappiamo in casa e chiudiamo le finestre. Come topi. Una volta qui fuori in giardino stavamo preparando una bella tavolata con amici, e da lontano vedo arrivare uno con il trattore. Mi sono venuti “i fumi”:sono corso da questo ragazzo in preda a vera disperazione - esasperazione chiedendogli per favore di non fare il trattamento. E lui gentilmente ha capito e se ne è andato. Gli sono stato veramente grato.

Mi sono sentito capito, sollevato. Basta così poco. “

“Ero abituato a correre lungo il fiume, nei campi. Ora non è più possibile quando fanno i trattamenti perché correndo l’aria mi brucia forte la gola che si chiude, come fa per la polvere. E gli occhi che lacrimano. Quando trattano il tabacco non si può stare fuori: bruciano gli occhi da non resistere, c’è un puzzo che non si respira . Chiudo le finestre e appena posso me ne vado.”

“Mi accorgo che fanno i trattamenti prima di tutto per il gran rumore, spesso la mattina presto, prima che ci alziamo (forse fanno così perché c’è meno vento), ma poi se mi affaccio alla finestra c’è questa nuvola che puzza e va dappertutto. “

“Quando fanno i trattamenti mi accorgo per quell’odore di sapone che entra dentro casa. Lo riconosco al volo, e allora corro a chiudere le finestre e appena posso mi allontano. Ma se vado a camminare sotto Anghiari o verso Pistrino... quel fetore me lo ribecco un’altra volta! Io credo che non solo sia fastidioso il puzzo, ma che queste sostanze facciano anche male: bruciano così tanto i miei occhi con quella roba...”

“Il fisico avverte che respirare quella roba è dannoso, la rifiuta proprio, e così fa venire la voglia di vomitare.”

“Quando fanno i trattamenti si vedono letteralmente delle nuvole di prodotto che vanno dappertutto, soprattutto con il vento: anche 40 metri di altezza, per estensioni anche di 300 metri di deriva. E non scherzo. Con questo “aerosol” quest’anno da giugno a settembre se eravamo a mangiare fuori abbiamo dovuto rientrare di corsa e chiudere le finestre. E’ un odore “appiccicoso”.

 

2.Malattie e idee sulla salute

“Io credo che questi qui che fanno i trattamenti non si rendano mica conto dei rischi per la salute: mandano anche i loro figlioli a raccogliere il tabacco. E quanti ne conosco che sono morti perché sottovalutavano il potere di questi veleni... uno lo chiamavano “l’omino giallo”: non prendeva nessuna precauzione, e si vantava, faceva il bullo. Poi non l’ho visto più e ho saputo che è morto. Molti altri che coltivano, che han a che fare con questi prodotti si sono ammalati di brutti mali. Anche diversi famigliari e gente che conosco che abitano da queste parti han fatto quella fine lì. Sa come si dice da noi: “Se si mettesse una luce per ogni morto per questi veleni, avremmo tutta la Valtiberina illuminata...”.

“A me viene male alla testa. Che faccio? Vado via. Vado lontano quanto posso. E ora parlando mi viene in mente quando arriva il lezzo del bruciare all’aperto gli avanzi delle foglie essiccate: un puzzo micidiale. Per fortuna è raro, e non lo fanno tutti. Ma quando capita, è come una ondata di male. Mica colpisce tutti. Sai come è. Ma mi chiedo: che cosa fanno loro di buono per me cittadino? Non va bene che nella nostra società uno faccia qualche cosa e un altro ne debba subire le conseguenze. Molti da queste parti soffrono di tremori e altro. Ma certo, non si può dimostrare quale sia la vera causa. Magari ci sono concause, e chi lo sa... Quando ne parlo, di queste cose, salute, malanni.. tutti si lamentano. Ma è difficile che poi si passi a fare qualche cosa. C’è una sorta di fatalismo: io stesso ho sempre subito passivamente un po’ per scarsa conoscenza, un po’ perché non posso litigare con tutti. Solo quando davvero qualcuno ti pesta i piedi a te,proprio a te, allora scatta “il meccanismo” e ti ribelli. Ma in questo caso dei trattamenti o dei fumi, sei poi coinvolto solo a episodi, che come vengono, poi se ne vanno, e la tua salute forse anche lei se ne va, ma non si sa per certo...

“...E non ci credo che puzza solo. Fa certo anche male: anche se non sono un tecnico e non so fare le analisi, mi pare evidente che bene questa roba non fa. Ne ho parlato con alcuni vicini, tutti sono preoccupati, ma nessuno si muove, e poi si dice che è tutto regolare. “

“...Sa cosa mi chiedo? Come mai in Valtiberina così tanti si ammalano di tumori: conosco diversi agricoltori che sono morti perché non usavano le cabine di protezione quando trattavano. Io credo che molti sappiano che queste sostanze non solo sono fastidiose, e che alla lunga fanno male: questi qui non coltivano il tabacco vicino a casa propria. Altri invece non lo sanno, altrimenti non darebbero il proprio terreno da coltivare proprio sotto la loro abitazione: comunque gli uni e gli altri in questo modo fanno parecchi soldi. E anche chi dà il terreno in affitto prende bene. A me non dispiace se continuano a coltivare il tabacco, ma che lo facciano in un’altra maniera. “

“Una volta un tabacchicoltore, con quel certo orgoglio del buon padre di famiglia mi ha detto:”Io controllo i fuochi di 10 essiccatoi: non ci mando mio figlio che è giovane,ci vado io, che tanto, ormai, sono vecchio...” I casi di tumore dalle nostre parti stanno aumentando: non so se sono dovuti all’agricoltura o a che altro. Conosco la situazione di tutte le famiglie qui intorno: le statistiche sulle malattie si fanno da noi.”

“Se mi dicessero che non fa nulla, uno sopporta, so che per quelli che coltivano è lavoro. Loro dicono che non fa male, che sono prodotti leggeri rispetto a quelli di prima. A giudicare da come si comportano con i loro orti, che trattano con medesimi prodotti del tabacco, è chiaro che non si pongono il problema della salute. A me pare che i trattamenti si facciano sempre di più e peggio, intendo più forti. Come gli antibiotici: più ne usi più ne devi usare. Mi chiedo perché alcuni di loro fanno certi trattamenti di notte: c’è chi dice che usano prodotti “non in regola”, ma questo chi lo sa veramente. Anche perché non ci si ammala subito con questi veleni. Molti la pensano come me, hanno dei dubbi, ma poi tutti abbiamo parenti, amici che fan tabacco o comunque in un modo o in un altro ci hanno a che fare, e allora è tutto più difficile. Ti dicono “è sempre stato così…”

“E poi si sa, tutti pensiamo che la morte capita poi agli altri, mai a noi… “

“Negli ultimi 2-3 anni vedo molti stranieri nei campi, prima erano italiani. Credo che anche quelli che lavorano e raccolgono le foglie del tabacco non sappiano che fa male, altrimenti non farebbero questo lavoro. Certo quelli che hanno il tabacco ci guadagnano, e molto, questo si, ma forse nemmeno loro sono davvero consapevoli che questo modo di lavorare fa danni. Nessuno ci dice dei rischi reali, quali gli effetti sulla salute. Pochi sanno davvero quali sono le conseguenze di queste sostanze (diserbanti, pesticidi, ecc..) sulla salute, così noi subiamo, sperando che non tocchi a noi. “

“E voglio dire ancora una cosa, adesso che ci penso: tante volte ho trovato le taniche dei prodotti nei cassonetti. Si sa che è proibito, ma anche su questo… Dovrebbero capirlo da soli, che la salute è di tutti. “

3.Conseguenze su animali e territorio

“Quando guardavo fuori dalle mie finestre tanti anni fa, oltre alle coltivazioni vedevo anche filari di pioppi, qualche bella quercia, altre piante lungo i fossi. Ora gli alberi sono scomparsi e anche i fossi sono diminuiti per fare spazio alle coltivazioni. Capisco che si lavora meglio, ma non credo che questo faccia bene alla terra, che ha bisogno dei suoi equilibri.”

“Taglio di alberature, scomparsa dei fossati, passaggio a coltivazioni intensive. Considero questo modo di coltivare disastroso per il paesaggio, per la salute di chi ci lavora, per noi tutti, terra acqua e aria comprese. Anche se capisco le esigenze di coltivare in modo più “moderno”, penso lo si potrebbe farle anche nel rispetto dell’ambiente.”

“Ma sa che fanno dei trattamenti che hanno un odore fortissimo? Non si può stare fuori quando trattano. Lo si vede che inquinano. Da quando c’è il tabacco, le api sono praticamente sparite, come pure le farfalle che prima erano una meraviglia. A dire il vero di lucciole ancora ce n’è, ma pochine. Ma vedrà che spariscono anche quelle, ma sa cosa: loro brillano a maggio, e i trattamenti quelli “forti” li fanno dopo. Per questo loro resistono. Ma dia tempo un anno, forse due… finiscono anche loro, poverine. “

“Ricordo che l’agricoltura quando ero piccolo si faceva nel rispetto della natura: filari di piante che delimitavano i canali, mentre ora i trattori “si mangiano” fossi e strade vicinali. Anche le piante hanno levato, pur di avere più terra da coltivare.”

“Coltivano il tabacco per più anni sullo stesso terreno, e fanno anche più di dieci trattamenti in un’ estate. E resta tutto nella terra. Il tabacco è una bella pianta, a me non importa se lo coltivano anche così, ma che “stian sul suo” . Mentre con questi nebulizzatori spruzzano i pesticidi anche lontano, il veleno va anche oltre i 200 metri da dove trattano. A me prende alla gola, e poi bruciano anche gli occhi. c’è un pozzo nelle vicinanze: fanno i trattamenti con questo nebulizzatore proprio lì vicino, e lo stesso giorno prendono l’acqua dal pozzo: mi dica lei... l’anno prossimo vogliono farmi i trattamenti anche a 100 metri da casa. Questi trattamenti hanno minimo 3 giorni di comporto (tempo di carenza) ma ci sono animali, e i polli lì fuori:che si deve fare?”

“Gli insetticidi ammazzano tutti gli animali. Prima dalle nostre parti c’erano le quaglie,uccelli che nidificano in cespugli bassi: da sei- sette anni sono pressocchè sparite. Quest’anno ho visto morire anche tante tortore, ma i gatti se le sono prese, così non ho potuto portarle alla USL per analizzarle.”

“Fanno senza rotazione, e a me fa male vedere trattare la terra così, come fosse da sfruttare e basta. E poi questo è un danno per tutti perché se la terra soffre prima o poi soffriamo anche noi, con questi veleni.”

“Ma i nostri meli sono morti. E anche il ciliegio, come altre piante che han preso i veleni del tabacco prima si sono “pelate”, poi in qualche anno sono morte.”

“Uccellini e insetti dalle nostre parti sono diminuiti negli anni. Avevo qualche alveare ma dopo che sono morte tutte le api non ne ho più riprese. Non so se sono stati questi veleni, o se sono morte per altre cause. Le api non vanno sul tabacco, ma è quando c’è il vento che porta i veleni qua e là, che semmai le ha rese più fragili. “

“Qui intorno l’agricoltura è diventata più aggressiva, con prodotti nocivi che con il vento arrivano sugli orti, colpiscono le viti...Oggi quando fanno queste lavorazioni moderne, si sente un odore forte che non si resiste così si inquina anche la terra, e l’acqua. Più di una volta mi è capitato di vedere i recipienti dei pesticidi vuoti abbandonati lungo il Tevere: là c’è una vegetazione folta, è facile nasconderli e fuggire da ogni controllo sulle quantità e qualità dei prodotti che si usano. “

“Una volta la terra era coltivata come si deve, aveva i suoi alberi, i suoi fossati... ora han tolto ogni cosa: un deserto oggi la nostra terra. Ognuno fa come gli pare, qui. E’ utile il progresso,ma però non con questa esagerazione qui. Producono tanto e poi non lo raccolgono. Resta più della metà nel campo, perché le foglie basse di tabacco “valgono” di meno. E così la pianta con tutti i veleni vanno a finire di nuovo nella terra.”

 

4.L'intervento delle istituzioni

“Ricordo che una volta - ormai sono passati diversi anni- eravamo tutti in giardino, io e la mia famiglia e di punto in bianco abbiamo dovuto LETTERALMENTE scappare in casa per questo odore pungente che non si poteva resistere. Quella volta ero così esasperata che ho telefonato alla USL: mi hanno detto che gli agricoltori hanno i patentini per fare i trattamenti e dunque sono in regola. E basta. Cosa centra il patentino con gli odori non me lo hanno saputo dire, però. Un’altra volta ho chiamato i vigili,che mi hanno risposto che loro non possono controllare queste cose che competono alla USL. Mi sono sentita così sola.”

“Abito nei pressi di un essiccatoio. Per due mesi, tutti i giorni, quando vedo questo fumo uscire da sopra questo “casermone” mi chiedo sempre la stessa cosa: che cosa succede ai pesticidi che sono sulle foglie con queste temperature così alte? Dopo quelle due volte che ho chiamato USL e vigili, non ho più fatto nulla. Ci sentiamo isolati: a chi possiamo parlare di queste cose? Non parliamo con i vicini di queste cose. Direi che si preferisce non parlarne fuori dalla famiglia perchè è un “problema antipatico”: l’economia di qui si basa sul tabacco… e allora anche se pensiamo che siano tutte cose tossiche, che si dovrebbero fare analisi, indagini… poi i mesi estivi e anche questi dei fumi, passano. Forse anche noi vogliamo dimenticarci per qualche mese di questo problema, che è così grande… “

“Ho parlato anche con il sindaco, e con la USL. Adesso le racconto come è andata. Il primo mi ha detto che avrebbe telefonato personalmente agli interessati, ma poi non ho più saputo nulla. C’è stato un sopralluogo da parte di un operatore della USL. Questo signore ha parlato con il trattorista che stava facendo i trattamenti: insieme abbiamo visto l’etichetta di un boccetta che teneva in tasca il trattorista (un contenitore simile a quello dei detersivi), dove grosso modo c’era scritto che alle dosi giuste non fa danni alla salute. Io ho fatto notare che l’analisi sarebbe da fare sulle foglie trattate. Ma il funzionario della USL non ha ascoltato e se ne è andato, raccomandandomi di non chiamarlo più perché le cose che ha visto sono in ordine, e che in ufficio lo attendono molte cose importanti (come a dire che queste non lo sono). Da allora non ho più pensato di chiedere aiuto alle istituzioni preposte, ma ho cominciato ad informarmi sulle leggi che si devono rispettare quando si fanno i trattamenti. Io non voglio mettere i bastoni tra le ruote ai coltivatori (conosco l’importanza dell’agricoltura in questo territorio) ma vorrei per poter vivere nel rispetto della legge da parte di tutti.”

“Sul tabacco bianco con certe macchinette davano un prodotto giallo che per noi era proprio veleno: abbiamo chiamato la USL che ci ha detto di stare tranquilli perché il prodotto “se ne va in 24 ore”. E noi che dobbiamo fare? Tenere la mascherina per 24 ore? E le galline? E gli orti? Ci siamo sentiti soli, indifesi. E il peggio è che siccome chiedevamo alla USL di fare controlli sulla qualità e dosi dei prodotti, loro ci han detto che nella nostra richiesta c’era una insinuazione che loro della USL non facevano il loro dovere, e che se scrivevamo ancora q. cosa ci avrebbero denunciati per diffamazione.”

“L’acqua del nostro pozzo quando sono venuto qui era potabile, ma con le analisi già 20 anni fa ci han detto di non usarla più. Da allora ci bagniamo solo l’orto, e in casa usiamo quella dell’acquedotto. Non ho più fatto le analisi di quell’acqua, ma ci penserò... in effetti a volte mi chiedo cosa c’è dentro, in quello che mangiamo del nostro orto.”

“Sono andato alla USL e loro mi han detto che i coltivatori possono fare come vogliono, perché i prodotti non sono nocivi se il vento è “del tipo giusto”. Anche chi fa il tabacco dice che i prodotti non sono nocivi, ma invero gli agricoltori fanno danni anche a loro stessi, solo che non se ne vogliono rendere conto. Il comune dice che non si possono dare i veleni così vicino alle case,ma poi... “

5.Proposte

“A 300 metri da casa mia si coltiva il tabacco, e tra i mesi di agosto e settembre c’è questo “odore chimico” che ti dà la nausea: la casa si riempie di un “sapore dolciastro” che ti stringe la gola. Se almeno avvisassero quando fanno i trattamenti chiuderemmo le finestre: sennò in estate chi ci pensa a chiudere le finestre con il caldo che fa. Così torni a casa e questo odore… la gola…”

“Basterebbe facessero i trattamenti, almeno quelli vicini alle case la mattina prima delle sette, e già sarebbe qualche cosa. I cartelli che avvisano quando trattano possono servire, certo, soprattutto per chi passa, che almeno magari cambia strada, oppure se è in auto chiude i finestrini.”

“E poi diciamocelo: ci lavorano in tanti qui. Che fai: gli rompi le scatole? E’ difficile. Chiaro che l’analisi delle acque, dei fumi degli essiccatoi sarebbero importanti. Non posso mica farli io. Certo che la mia casa che sta tra un capannone e la coltivazioni intensive, commercialmente parlando vale meno della metà , e un’attività turistica nemmeno a parlarne.”

“Se almeno avvisassero, quando trattano, chiuderei le finestre, non lascerei entrare quella puzza che si appiccica dappertutto. Certo non starei fuori ad aspettare di star male se sapessi quando mettono i veleni: invece mi accorgo solo quando arriva l’odore che non si può sopportare, che mi fa venire male alla gola, e anche alla testa. E guardi che io di queste cose non ne ho mai sofferto prima.”

“Quando si fanno i trattamenti contro le zanzare, le amministrazioni avvisano in modo che si tengano chiuse le finestre, non si stendano i panni all’aperto: perché non avvisare quando si fanno i trattamenti vicino alle case?”

“ So che qualcuno ha ottenuto una piccola fascia di rispetto di qualche decina di metri, e questo per me sarebbe già molto. Ho cercato di contattare chi ha i terreni in uso ma senza successo. L’ho chiesto a quelli dei trattori, mi dicono si, ma poi non mi danno il recapito. “

“ L’amministrazione mi ha dato l’abitabilità? Devo esser messa in condizione di viverci ogni giorno in questa casa. Anche noi paghiamo le tasse, facciamo lavorare la gente del posto.”

“ Questa zona è turistica, e a maggior ragione si dovrebbe aver a cuore la salute dei luoghi, e anche che noi parliamo bene di questa zona anche altrove, in modo da invogliare altri a venire in vacanza qui.”

“Sarebbe certo utile che l’amministrazione volesse fare analisi dei fumi essiccatoi, oltre che delle acque, ma io non l’ho chiesto per ignoranza, sa… ma mi sto facendo domande, piano piano, sulla mia pelle…”

“Vorrei che l’amministrazione fosse più sensibile, più vicina a tutta la cittadinanza, al bene comune, e non sensibile solo a problemi economici di chi coltiva. Nei campi spesso ci vanno a lavorare stranieri, operai che non sanno niente. Non so quanto questa coltivazione sia importante per molti cittadini: il vero problema e che tutti conoscono tutti, e allora è difficile. “

“Se mi avvisassero quando trattano, almeno mi potrei organizzare chiudendo finestre e decidendo per tempo dove andare quei giorni con la famiglia. Non l’ho chiesto ai padroni dei campi: temo che non mi darebbero retta,e allora per quieto vivere, subisco.”

“Immaginare di presentarmi da solo a casa del padrone dei terreni per chiedere “per favore rispetta la legge” a chi magari in quel momento ha altri problemi e poi forse sentirmi dire che sono esagerato, che non fa male, che in fondo solo un poco di odore… non è che ho paura, ma temo che non serva, e allora non ci vado. Penso invece che sarebbe utile fare incontri tra coltivatori e cittadini, così si potrebbe parlare tutti insieme, e trovare accordi. Ma non ho provato a organizzare nulla. Io vorrei solo vivere meglio, e credo sia un mio diritto.”

“Non so che succede quando si essiccano le foglie con tutti quei trattamenti: se bruciano, che cosa c’è poi nei fumi?Vorrei si facessero le analisi perché quella roba la respiriamo tutti. So che chi sta vicino agli essiccatoi non stende fuori il bucato in quei periodo perché il fumo ristagna, e i panni si “ingrigiscono”. Me lo hanno proprio detto, che diventa brutto, il bucato. E allora stendono in casa. “

“Per me nei loro terreni possono fare quello che vogliono, non giudico l’attività agricola, ma non possono inquinare fuori. Fuori no. E’ violazione della proprietà privata. Il problema è delle istituzioni: non deve essere solo il buon senso dell’agricoltore che non usa certe turbine che buttano fuori i veleni a forza, ma è l’applicazione della legge che deve tutelarci. Alcuni fan i trattamenti di notte per non avere polemiche, perché se li fanno di giorno, qualcuno va a dirgli di smettere.”

“ A me non basterebbero le segnalazioni di quando fanno i trattamenti: vorrei usassero macchinari che non sparano così lontano, che non creano queste nubi velenose, che poi come ho detto, con il vento la cosa è anche peggio. “

“Anche i miei vicini sono arrabbiati per questi trattamenti, ma non ci si vuole “confondere”, e poi chi si impegna “predica al vento”: l’amministrazione non ascolta , e poi si raccolgono più noie che altro... Nella nostra zona i coltivatori sono 7-8, hanno il monopolio, e dovrebbe essere semplice controllarli, fare rispettare la legge. Io non voglio infierire su questa gente, che deve pur mangiare, ma non devono inquinare e la USL dovrebbe guardare meglio. “

“Iniziano la stagione con l’erpice rotante a primavera per fare il diserbo: una roba gialla maleodorante, e io li vedo quei poveri anziani che van giù per la via a passeggiare: tornano indietro e poi non ci vanno più. Non vedo più nessuno a fare due passi da queste parti. Certo che se avvisassero che fanno i trattamenti sarebbe già qualche cosa: almeno uno chiude le finestre, non va a spasso in quei giorni lì... “

“Un po’ come si fa per quando si va a caccia del cinghiale: si mettono gli avvisi. E’ obbligatorio avvisare perchè per un pallettone da caccia si può muore anche subito. “

“Prima si inquinava di meno e non si sentiva questo odore che oggi è così forte che “non ci si sta”. Anni fa non usavano queste macchine di oggi, così aggressive, che letteralmente “sparano” –proprio come fossero cannoni - aria forzata coi veleni che vanno ovunque e poi ci pensa il vento a completare l’opera, che porta queste sostanze dappertutto e ci tocca chiudere le finestre se vogliamo stare in casa altrimenti non si resiste.”

“ Certo che se ci avvisassero quando fanno i trattamenti sarebbe già qualche cosa: almeno chiuderemmo le finestre per tempo: se si è fuori casa con le finestre aperte e fanno i trattamenti allora si che sono guai! Non so se sono sostanze nocive, ma penso di si: andrebbe analizzata l’aria, e anche l’acqua. Io non chiedo di fare niente perché dobbiamo convivere tra tutti, e anche i miei vicini han gli stessi problemi, ma per quieto vivere, per convenienza, non si dice nulla. Non vogliamo creare problemi. Ci vorrebbe un’autorità per limitare questi trattamenti, che controllasse il modo come si fanno.”

“Sarebbe utile, si, che ci avvisassero quando fanno i trattamenti, certo! Io non l’ho chiesto a questi che trattano, di avvisarmi quando lo fanno. Non mi sono attivata, non so bene perché...forse perché do la priorità ad altre cose...e comunque mi sembrerebbe di fare un passo piccolissimo, troppo piccolo in un grande mare ... e mi dico anche: che potere può avere la mia voce? Così non faccio nulla.”

“Se poi penso agli animali... anche loro ... ma è l’ente pubblico che dovrebbe occuparsi di queste cose, dovrebbe proteggere noi, gli animali, la terra... le amministrazioni dovrebbero capire cosa succede facendo fare le analisi della terra delle acque e dei fumi degli essiccatoi, e dare indicazioni e limiti chiari agli agricoltori, che mi pare facciano un po’ quello che vogliono, in mancanza di direttive e controlli. Ma questa forse è “un’idea antica”, che lo stato si prenda cura del bene di tutti.”

“Noi ci accorgiamo che fanno i trattamenti prima dall’odore, poi lacrimano gli occhi; e c’è quell’ amaro che resta in bocca, che fa pizzicare la gola. Se avvisassero quando trattano sarebbe utile, potremmo chiuder le finestre, mettere i teli sull’orto per tempo.”

“Lo stato dovrebbe fare più vigilanza complessivamente sull’assetto del territorio, per garantire il rispetto dei piani idraulici, per salvaguardare le poche alberature rimaste (avevamo tanti pioppi: ormai non ci sono quasi più). Tutti sanno di questi problemi, e va sempre peggio: noi continuiamo a pagare le tasse, loro ad avere contributi per coltivare , ma certo che oltre ai rischi per la salute il valore della nostra casa diminuisce per questa mancanza di rispetto del bene privato oltre che pubblico. E quando si ragiona su queste cose e mi dicono “ma loro lavorano...” io cosa posso dire. anche io lavoro, ma non mi danno i contributi né per il lavoro che faccio, né per il disagio che subisco perché “loro lavorano”.

“E poi anche gli essiccatoi da settembre a novembre fan un odore che non si resiste. Non sapevo si potesse richiedere di fare le analisi dei fumi: sarebbe interessante sapere che cosa c’è dentro,che cosa respiriamo. “

“So che alcuni produttori sono inveleniti e ce l’hanno fitta con chi lotta per l’ambiente, per la salute. Li posso anche capire: escluso il tabacco, in agricoltura non si guadagna. Ma prima o poi si accorgeranno anche loro che inquinare è un danno per tutti, anche per le loro famiglie. Non vado più in bici da quelle parti,e come me molti altri evitano quelle zone. Possono essere utili i cartelli per avvisare quando si fanno i trattamenti, anche se è un continuo. Dovrebbero coordinarsi, organizzarsi, ma ci vorrebbero poi i controlli.”

“Quando fanno i trattamenti si sente quell’odore... e allora chiudiamo le finestre e ci allontaniamo. Se ci dicessero quando trattano, ci aiuterebbe perché ci prepareremmo per tempo, si, questo si. Per esempio coprirei il mio orto con il “tessuto non tessuto”. Io l’ho chiesto a quelli che passano con il trattore su questo terreno qui fuori di avvisarmi quando trattano: ti dicono “si”, ma poi ... si dimenticano, forse pensano che non sia importante. Ma per noi lo è. Quelli che maneggiano questi prodotti mettono la mascherina: ma noi non l’abbiamo e respiriamo quella roba. “

                                          

“Gli agricoltori dovrebbero essere più controllati io non posso ogni volta andare in comune, o alla USL. E’ la USL che deve muoversi, andar a controllare le dosi dei prodotti che usano davvero, e misurare quello che c’è nell’aria quando c’è vento, quando si vedono nuvole di prodotto che par che camminino, alte anche 20 metri, e dove vanno, vanno. Per fare i trattamenti usano delle macchine tipo “cannoni” che fanno una polvere finissima che va dappertutto. Se orientassero bene il prodotto, anche questo servirebbe. Perché noi non vogliamo mica che non coltivino, ma solo che chi coltiva rispetti anche noi che viviamo qui. “

“Anche gli essiccatoi per noi son un brutto problema soprattutto dall’anno scorso. L’odore dei fumi tende a scendere e a noi che siamo più in basso, sembra di fumare .Non abbiamo richiesto l’analisi dei fumi, forse potremmo.”

“Non ci si rende ben conto di quello che succede. Non facciamo niente per opporci. Non c’è chi ci organizza, altrimenti saremmo disponibili a fare qualche cosa, perché siamo stufi, o meglio: siamo esasperati.”

Questo sito raccoglie dati statistici anonimi sulla navigazione, mediante cookie installati da terze parti autorizzate rispettando la privacy dei tuoi dati personali e secondo le normative prevista dalla legge. Continuando a navigare su questo sito, cliccando sul link al suo interno o semplicemente scorrendo la pagina verso il basso, accetti il servizio e i rispettivi cookies.