Ogni fitofarmaco in commercio è obbligatoriamente accompagnato da una scheda di sicurezza. Questa è composta di molte pagine che informano sulle caratteristiche del chi dovrà utilizzarlo.

La scheda di sicurezza costituisce un meccanismo per trasmettere le informazioni appropriate sulle sostanze e sui preparati classificati, comprese le informazioni sulla sicurezza chimica, all'utilizzatore o agli utilizzatori nella catena di approvvigionamento.

In poche parole ci dice di ogni prodotto cosa è, quanto è pericoloso, come va manipolato, il primo intervento in caso di contatto o inalazione, ecc..

 

Si tratta però di un certificato che se da una parte serve a proteggere legalmente l'azienda produttrice, dall'altra non ha interesse ad enfatizzare la pericolosità del prodotto.

 

Inoltre le raccomandazioni su ogni fitofarmaco si riferiscono al momento della sua preparazione e distribuzione nei campi da trattare.

 

Le schede di sicurezza non trattano il tema della tendenza al bioaccumulo dei prodotti in questione, ovvero di ciò che li rende pericolosi anche a 10-20 anni di distanza.

Da notare che normalmente sono studiati solo gli effetti dei principi attivi presi singolarmente e non le formulazioni commerciali spesso più tossiche.

Va da sé che non si menzionano i rischi di esposizione a "cocktail" di molecole, ma solo a singole molecole.

Ancora da sottolineare che ci sono soggetti molto più sensibili di altri all’esposizione come bambini e donne in gravidanza.

Per mettersi al riparo da qualsiasi responsabilità, le industrie chimiche produttrici di fitofarmaci aggiungono la frase:

"i dati riportati riguardano le dosi consigliate, non si assumono responsabilità per usi impropri".

 

Chi controlla le dosi di fitofarmaci utilizzate?

Questo punto è fondamentale e riteniamo necessaria una

maggiore attività di controllo

che coinvolga non solo le Usl, ma anche la polizia municipale e

ogni altro organismo deputato alla tutela della salute edella popolazione e dell'ambiente.

 

 

Il che significa che gli operatori preposti facciano regolarmente prelievi nei campi trattati e le loro dovute analisi. Non basta chiedere al trattorista con cosa ha effettuato i trattamenti fitosanitari.

 

Contenute nella schede di sicurezza ci sono poi le cosiddette frasi di rischio,  ovvero sigle composte da numeri preceduti da una lettera, che ci indicano la loro pericolosità per l'uomo e l'ambiente del fitofarmaco in oggetto.

Spesso si sente dire che si tratta di prodotti che non fanno male. Mentre basterebbe che ognuno di noi visionasse le schede dei prodotti utilizzati in Valtiberina.

Questo sito raccoglie dati statistici anonimi sulla navigazione, mediante cookie installati da terze parti autorizzate rispettando la privacy dei tuoi dati personali e secondo le normative prevista dalla legge. Continuando a navigare su questo sito, cliccando sul link al suo interno o semplicemente scorrendo la pagina verso il basso, accetti il servizio e i rispettivi cookies.