In teoria:

Un regolamento regionale deve semplificare il lavoro di rispetto e controllo della legge.

 

 

In pratica:

La Regione Umbria ha recepito il regolamento modificando però piccoli particolari che svuotano completamente il contenuto della legge.

 

In sintesi:

 

  • Il compito di sensibilizzare la popolazione sui rischi per la salute, connessi all’uso dei pesticidi, è delegato al solo sito nazionale, indicato dal P.A.N. Senza indicare nessun’altra azione con lo stesso scopo, da parte della regione stessa o altri organi competenti.

 

  • Sono stati introdotti criteri soggettivi (“La distribuzione dei prodotti fitosanitari può avvenire solamente in condizioni tali da non comportare alcuna visibile deriva…”) al posto di criteri oggettivi (“calma di vento”), come metodo di controllo della deriva. E consigliati i trattamenti vicino ad aree sensibili, nelle ore notturne quando cioè non è possibile controllare visivamente la deriva stessa.

 

  • L’obbligo di segnalazione con i cartelli è stato eliminato, nelle aree sensibili frequentate dalla popolazione siano a più di 10 metri dal confine del campo trattato.

 

  • Sono stati inseriti criteri di riduzione della distanza, che consentono trattamenti fino a dieci metri dalle abitazioni e aree frequentate dalla popolazione, senza obbligo di segnalazione.

 

  • Non sono indicate le distanze di rispetto dai corpi idrici, compresi pozzi privati, come invece il P.A.N. indica di fare. E questo nonostante i dati Arpa indichino un preoccupante incremento delle sostanze inquinanti nelle falde acquifere e l’Ispra indichi l’Umbria come regione con i corpi idrici più inquinati d’Italia.

 

  • Sanzioni talmente basse da scadere nel ridicolo (dai 25 ai 250 euro).

 

Un regolamento con sanzioni inesistenti, difficilissimo da decifrare che rende quasi impossibile eseguire accertamenti.

 

LEGGI anche:

GUIDA ALLA LETTURA DEL DGR 1492/2016 - Regione Umbria

 

 

 

Ecco una lista non completa dei fitofarmaci usati in Valtiberina come indicatoci da rivenditori della zona. (fonte: rivenditori locali)

             

 

FERTILIZZANTI CHIMICI

questi prodotti si utilizzano prima della semina o della piantagione. Si comincia con un prodotto "ternario" contenente Azoto, Fosforo e Potassio. Si prosegue con Nitrato di Ammonio e Nitrato di Potassio. Un quantitativo oscillante in totale dai 6 quintali ad ettaro per il mais fino a 1,3 tonnellate ad ettaro per il tabacco.

 

TRATTAMENTO DISERBANTE (erbicidi)

Per quanto riguarda MAIS E TABACCO il trattamento avviene sempre prima della semina o piantagione. Per il GRANO solo al bisogno dopo la nascita (semi erbicida resistenti).

 

ERBICIDA - DEVRINOL F

Classificazione:

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La poltiglia bordolese o vetriolo azzurro (detto anche verde rame) è uno dei fitofarmaci usati da più vecchia data in agricoltura.

Si tratta di solfato di rame neutralizzato con idrossido di calcio.

E' un anticrittogamico a largo spettro e fungicida che in base alle attuali conoscenze può essere irritante per gli occhi ed inquinante per le falde acquifere quindi è assolutamente importante non scaricare gli avanzi su corsi d'acqua o fossi.

 

A dosi superiori a quelle consigliate può essere dannoso per la pianta.

Non si conoscono elementi di pericolosità per la salute umana quindi si tratta del fitofarmaco oggi conosciuto meno dannoso per l'uomo.

Naturalmente nemmeno la poltiglia bordolese è uno sciroppo per la tosse: occorre attenersi alle istruzioni dalla casa produttrice.

Il diserbante che molti chiamano disseccante, per capirsi quello che fa diventare l'erba di quel colore giallo-marrone si chiama ‘Glifosato’. Si tratta dell'erbicida più venduto al mondo.

Prodotto per primo dalla Monsanto e dal 2001 da molte altre aziende, fino all'inizio del 2015 aveva in Italia fama di essere "innocuo".

Nel marzo di quest'anno (2015), infatti, l'IARC (organismo internazionale sulla ricerca sul cancro) ha bollato il glifosato come "probabilmente cancerogeno", dimostrando come sia in grado di indurre nelle cellule danni a livello genetico e stress ossidativo.

La ricerca mette particolarmente in relazione il diserbante con i ‘linfomi non Hodgkin’. leggi di più

Immediata la reazione della Monsanto che giudica la ricerca sulla quale si basa il divieto "spazzatura scientifica".

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