Fernanda Cecchini è Assessore alla qualità del territorio e del patrimonio agricolo, paesaggistico e ambientale e alla cultura della Regione Umbria.

 

Tra le sue deleghe si trovano:

  • Politiche agricole e agroalimentari
  • Sviluppo rurale

&

  • Tutela e valorizzazione ambiente
  • Prevenzione e protezione dall’inquinamento

 

24 Luglio 2015, Regione Umbria:

Firmato accordo dal Ministero delle Politiche agricole e dalla multinazionale Philip Morris.

 

L’Assessore Fernanda Cecchini sottolinea che l’intesa è importante per:

- la tutela del reddito

- la difesa dei posti di lavoro di un settore che ha saputo “riprogettarsi e innovarsi, investendo in innovazione e ricerca” .

- attuando buone pratiche per la maggiore sostenibilità ambientale (?)

 

Vedere concentrate sulla stessa persona, il dovere di proteggere l’ambiente e la necessità di sviluppare il settore agricolo, con le pressioni che da esso ne giungono, è impossibile e richiede un’onestà e una trasparenza non comuni.

L’agricoltura oggi costituisce una delle maggiori cause di inquinamento ambientale.

 

Viste le dimensioni e l’importanza delle materie in questione si rischia di non far bene ne l’una ne l’altra o favorirne una a discapito dell’altra.

 

- Considerando i dati relativi all’inquinamento delle falde acquifere in Umbria e la totale mancanza di rispetto della normativa sui pesticidi quantomeno relativamente la questione ambientale in Umbria c’è molto da lavorare.

- Considerando poi il poco rispetto, da parte degli imprenditori agricoli, delle distanze di sicurezza da abitazione e obbligo di segnalazione dei trattamenti, pare che il nostro assessore abbia difficoltà a farsi rispettare sia come assessore all’agricoltura che detta le regole, che nessuno rispetta, tantomeno come Assessore all’ambiente che non sa proteggere.

 

Insomma un assessore non all' altezza del compito.

 

Chissà poi cosa può pensare l’assessorato alla salute dei danni che una così diffusa mancanza del rispetto delle regole crea alla salute pubblica.

Se pensiamo all’impegno con cui si è prodigata per il rinnovo dei contratti con la Philip Morris per la produzione del tabacco (fortemente inquinante), il poco rispetto delle regole pare qualcosa di molto più funzionale ad interessi economici che sono però in conflitto con la difesa ambientale.

 

Leggendo poi GUIDA ALLA LETTURA DEL DGR 1492/2016 - Regione Umbria si chiariscono ulteriormente le idee e si capisce il perché questa persona non può, a nostro avviso,  rivestire il doppio incarico.

 

In condizioni normali un regolamento regionale dovrebbe avere la funzione di semplificare per gli operatori del settore  ed organi di controllo e vigilanza  il lavoro di conoscenza, rispetto e controllo della legge.

Non è cosi per il presente che riesce ad essere totalmente inintelleggibile e, grazie ad un allegato, a distruggere e svuotare la legge che recepisce.

 

Art. 1:

Le Autorità competenti (Comuni, Enti gestori di aree naturali protette, ecc.) sono tenute ad adottare, con propri atti di recepimento, le disposizioni contenute nel presente documento per quanto di propria competenza (es. Regolamento Comunale di Igiene, Piano di gestione dei siti della Rete Natura 2000 ecc.).

 

Art.2 - Finalità:

Scopo delle Linee di Indirizzo regionale è pertanto quello di fornire indicazioni a:

2.1. alle diverse Autorità competenti (es. Comuni, Enti gestori di aree naturali protette, ecc..) in materia di impiego dei prodotti fitosanitari nelle aree frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili

2.2. agli Utilizzatori Professionali per l’uso dei prodotti fitosanitari nelle aree agricole adiacenti o prossime a quelle frequentate dalla popolazione

Il Pan è di per se lacunoso, poco specifico e chiaro ma in questo allegato si riesce a rendere ancora meno comprensibile. Non è semplice cercate di seguire.

 

Art.3:

Indicazioni alle diverse Autorità competenti in materia di impiego dei prodotti fitosanitari nelle aree frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili

3.2 Modalità di informazione preventiva e di avviso della popolazione E’ necessaria un’informazione preventiva nei confronti della popolazione interessata e potenzialmente esposta ai trattamenti di prodotti fitosanitari. L’informazione alla popolazione generale viene garantita anche dalla consultazione, da parte del cittadino, del sito web nazionale previsto dal PAN che, attraverso programmi nazionali di informazione e sensibilizzazione (???), fornisce informazioni accurate ed equilibrate circa i potenziali rischi associati all’impiego dei prodotti fitosanitari.

Non si capisce bene quali siano gli interventi da mettere in atto per sensibilizzare la popolazione che ad oggi è totalmente ignara dei pericoli che corre, eppure il pan sottolinea sovente l’ importanza dell’informazione e segnalazione dei trattamenti. “Anche dalla consultazione…” cita il regolamento… La parola  anche però presuppone qualcosaltro…cosa??? In questo modo la regione elimina ogni altro intewrvento informativo.

Quantomeno occorre informare la popolazione  quale sito consultare sennò come fanno? Esiste un sito Nazionale? nNon si riesce a trovare… Cosa ne pensa l’assessore alla salute della regione umbra di tutto ciò?

 

L'obbligo di informazione preventiva, tramite applicazione di cartellonistica, da parte degli utilizzatori dei prodotti fitosanitari è previsto nelle aree specifiche frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili di proprietà pubblica o privata destinata ad uso pubblico o ad uso collettivo da intendersi come aree accessibili ai soli ospiti, clienti e soci, che a titolo esemplificativo e non esaustivo si riportano di seguito: - parchi e giardini pubblici - campi/impianti sportivi - aree turistiche e agrituristiche - aree ricreative - cortili e aree verdi all'interno e confinanti con plessi scolastici - parchi gioco per bambini - superfici in prossimità di strutture sanitarie - sentieri natura e percorsi salute - fitness con attrezzature sportive all'aperto - piste ciclabili - aree di sosta - zone di interesse storico-artistico e paesaggistico e loro pertinenze - aree monumentali e loro pertinenze - aree cimiteriali e loro aree di servizio - aiuole pubbliche - parcheggi in aree urbane e piazzali di pubblico accesso - aree o percorsi per la sgambatura degli animali - aree ove sono presenti colonie feline - viali alberati - - aree naturali protette...

Chiariamo subito: un’abitazione è un luogo frequentato dalla popolazione? Domanda stupida? Vediamo.

La zona, oggetto d’ intervento, dovrà essere segnalata con i cartelli sopra indicati posti ai bordi della zona stessa, prima dell'inizio del trattamento.  (La cartellonistica dovrà essere mantenuta per il tempo di rientro e successivamente rimossa).

 

Art.4:

Indicazioni per gli utilizzatori professionali di prodotti fitosanitari nelle aree agricole adiacenti alle aree frequentate dalla popolazione o potenzialmente esposta ai prodotti fitosanitari

4.1 Modalità di segnalazione preventiva e avviso alla popolazione

Le aree potenzialmente frequentate dalla popolazione in prossimità delle quali è obbligatoria la segnalazione del trattamento con prodotti fitosanitari da parte degli utilizzatori professionali sono:

 - -sentieri natura; - -percorsi salute, fitness e con attrezzature sportive all’aperto; - -piste ciclabili; - -aree di sosta e/o dei parcheggi; - -parchi e giardini pubblici; - -campeggi. (e le altre? Le abitazioni?)

4.1.1 Modalità di segnalazione: L’obbligo di segnalazione del trattamento decorre nei casi in cui la distanza fra il bordo delle aree potenzialmente frequentate dalla popolazione, sopra individuate, ed il limite esterno dell’appezzamento oggetto del trattamento fitosanitario è inferiore a 10 metri. (perche??? Decorre???cosa vuol dire?? Dove sta scritto???)

4.1.3 Sistemi di contenimento della deriva

Allo scopo di ridurre i rischi derivanti dall’impiego dei prodotti fitosanitari nelle zone adiacenti alle aree frequentate dalla popolazione con particolare riferimento ai gruppi vulnerabili, è previsto il divieto di utilizzo a distanze inferiori di 30 metri dalle predette aree di prodotti fitosanitari classificati tossici, molto tossici e/o recanti in etichetta le frasi di rischio R40, R42, R43, R60, R61, R62, R63 e R68, ai sensi del decreto legislativo n. 65/2003 e s.m.i., o le indicazioni di pericolo corrispondenti, di cui al regolamento (CE) n. 1272/2008. Ad una distanza inferiore di 30 metri, qui definita come “distanza di sicurezza”, i prodotti fitosanitari sopra elencati, non possono essere utilizzati nelle aree agricole prossime a:

 - parchi e giardini pubblici;

 - campi sportivi;

 - aree ricreative;

 - cortili e aree verdi all’interno con plessi scolastici, scuole dell’infanzia, asili nido, centri diurni

 - per l’infanzia;

 - parchi gioco per bambini;

 - superfici in prossimità di strutture sanitarie e istituti di cura;

 - sentieri natura, percorsi salute, aree di sosta e piste ciclabili.

 Tale elenco potrà essere integrato dalle Autorità Sanitarie competenti attraverso disposizioni locali sulla base di specifiche valutazioni del rischio sanitario tenendo in considerazione anche la tutela della salute della popolazione residente

 

Ancora una volta, le abitazioni?

Fatte salve eventuali prescrizioni più restrittive riportate sull’etichetta del prodotto fitosanitario utilizzato e fatte salve eventuali disposizioni più restrittive dell’Autorità locale competente, la distanza di sicurezza è ridotta a 10 metri, così come previsto al punto A.5.6 del PAN, purché al momento della distribuzione dei prodotti fitosanitari sia adottata almeno una delle seguenti misure di contenimento della deriva:

b) nelle colture erbacee:

 

1) presenza di una barriera vegetale continua con copertura fogliare fitta, oppure di una barriera antideriva artificiale equivalente tra la coltura da trattare e il confine dell’appezzamento. La barriera di protezione dalla deriva deve avere un’altezza superiore di almeno 1 metro rispetto alla coltura da trattare;

 

2) presenza di una rete ombreggiante (es. rete antinsetto) che arriva fino a terra;

 

3) utilizzo di barre irroratrici equipaggiate con manica d’aria;

 

4) utilizzo di barre irroratrici con ugelli o campana antideriva nonché dotate di ugello asimmetrico di fine barra;

5) in alternativa alle soluzioni sopra descritte utilizzo di attrezzature manuali (es. lancia a mano, attrezzature spalleggiate) almeno negli ultimi 20 metri trattati, indirizzando esclusivamente la miscela verso l’interno dell’appezzamento; (cosa vuol dire???, che si può arrivare a 10 metri o 0 metri ???)

6) uso di coadiuvanti antideriva

 

Ricapitolando tutto ciò significa che non si possono fare trattamenti a meno di 30 metri  tuttavia ai può arrivare a dieci metri dalle abitazioni orientando gli augelli verso il campo,  se si aggiunge che per campi col confine  a più di 10 metri da un’abitazione ( o altre zone sensibili)non c’è obbligo di cartello…sono quindi possibili trattamenti a meno di 30 metri  (fino a 10 metri) non segnalati. Praticamente nessuna segnalazione.

 

“La distribuzione dei prodotti fitosanitari può avvenire solamente in condizioni tali da non comportare alcuna visibile deriva…” nessun accenno al vento.  Non esistendo un criterio oggettivabile impossibile qualsiasi verifica.

Dovremmo capire quindi che sono vietati i trattamenti notturni visto l’impossibilità di controllare la deriva? Assolutamente no perché la legge dice anche che:

“La distribuzione di prodotti fitosanitari in aree agricole adiacenti a plessi scolastici, asili nido, scuole dell’infanzia, centri diurni per l’infanzia nonché parchi gioco per l’infanzia, strutture sanitarie e istituti di cura, è consentita esclusivamente al di fuori dell’orario di apertura di tali strutture ed in ogni caso preferibilmente tra le ore 19:00 e le ore 07:00.”

Se di notte non si può e di giorno neanche quando dovrebbero fare i trattamenti nei sopracitati luoghi? La sera dalle 19 alle 20 ed al mattino dalle 6 alle 7 si presume…

Da considerare che il tempo di rientro dei fitofarmaci è 48 ore. Fare un trattamento alle 6/7 del mattino con i bambini che entrano alle 8 che senso ha?

 

Art 5 - Sanzioni

 Fatta salva ogni diversa sanzione prevista da specifiche normative in materia di violazioni di norme e regolamenti emanate dalle diverse autorità competenti ogni violazione delle disposizioni di cui alle presenti linee guida da parte di utizzatori professionali si configura come

“Utilizzo non corretto del prodotto fitosanitario nella fase di distribuzione con il rischio di fenomeni di deriva” ed è soggetto alle sanzioni di cui all’art. 8 dell’allegato alla Deliberazione di Giunta Regionale n. 315 del 16/03/2015.

SANZIONI PECUNIARIE?

 

E ancora:

(pan)A.5 Misure specifiche per la tutela dell’ambiente acquatico e dell’ acqua potabile…

Quali distanze da  corpi idrici e pozzi specie se non forniti dalla rete pubblica?

Nessuna indicazione sulla tutela di corpi idrici come fiumi canali, fossi e soprattutto pozzi anche se non esiste altra fonte di approvvigionamento.

 Da sottolineare che la totalità dei prodotti usati sono in prima categoria di tossicità acquatica acuta e cronica.

Perché dopo i dati ispra e arpat nessuna tutela dei corpi idrici?

 

Riassunto

  • Obbligo di informazione praticamente nessuna

 

  • Obbligo di segnalazione con cartelli: solo se la distanza fra le zone sensibili e il bordo del campo è inferiore a 10 metri…e di quelle indicate…praticamente nessuna…

 

  • Obbligo distanza dei trattamenti:” negli ultimi venti metri con cannoni a mano… o orientando gli augelli verso il campo” quindi 0 metri o se va bene 10 metri.

 

  • Obbligo di controllo deriva da vento…nessuna. Trattamenti notturni, diurni? 

 

  • Rispetto corpi idrici :non menzionata

 

  • Sanzioni: non si indicano sanzioni pecuniarie

 

 

Una casa in campagna non ha nessuna forma di protezione ed è esposta ad ogni forma di contaminazione da nitrati o pesticidi senza distanze né segnalazioni.

COMUNICATO 26 Aprile 2016.

 

 

Firenze, 2 Dicembre 2015, sede della Regione Toscana in via Cavour 4, sala del Gonfalone.

 

Presentazione di un libro su carteggi intercorsi fra noti personaggi fiorentini ed abruzzesi nella seconda metà del '700.

È atteso il presidente del Consiglio regionale, che dovrebbe portare i saluti dell'istituzione ospite.

Il presidente, nel corso della giornata ha in programma cinque impegni di cui alcuni fuori Firenze, promette però di essere presente.

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