Cominciamo col dire che la legge denominata PAN (Piano di Azione Nazionale per l'uso sostenibile dei fitofarmaci) contiene una serie di zone d'ombra e punti poco chiari che ne rende difficile la decifrazione e quindi l'applicazione.

Addirittura il PAN, non prevede le sanzioni per i trasgressori.

 

 

È evidente la necessità di un regolamento di polizia rurale

comunale che stabilisca le pene per i trasgressori e che abbia

un forte impatto sulle coltivazioni della Valtiberina.

 

 

Alcuni punti chiari però ci sono.

DECRETO 22 gennaio 2014:

Adozione del PAN (Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari), ai sensi dell’articolo 6 del decreto legislativo 14 agosto 2012, n.150 recante: «Attuazione della direttiva 2009/128/CE che istituisce un quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei pesticidi».

 

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

DI CONCERTO CON

IL MINISTRO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE

E

IL MINISTRO DELLA SALUTE

DECRETA:

 

A.2.1 - Programmi di informazione e sensibilizzazione

Le autorità competenti, di cui all’art. 4 del decreto legislativo n. 150/2012, definiscono, entro 12 mesi dall’entrata in vigore del Piano, con il supporto del consiglio tecnico-scientifico, di cui all’art. 5 del medesimo decreto legislativo n. 150/2012, di seguito consiglio,

i programmi di informazione, accurata ed equilibrata, e sensibilizzazione della popolazione sui rischi e sui potenziali effetti acuti e cronici per la salute umana, per gli organismi non bersaglio e per l’ambiente, derivanti dall’uso dei prodotti fitosanitari, nonché sui benefici dell’utilizzo di metodi a basso apporto di prodotti fitosanitari, con particolare riferimento alla produzione integrata e a quella biologica.

 

AVETE MAI RICEVUTO MATERIALE INFORMATIVO DAL VOSTRO COMUNE O ALTRI ORGANI O VISTO PUBBLICI AVVISI?

 

I nostri sindaci sono per legge i primi responsabili della cura della salute dei cittadini e possono e, a nostro avviso, dovranno produrre un regolamento di polizia rurale che obblighi gli agricoltori alla segnalazione dei trattamenti.

Inoltre la stessa legge dice:

A.5.6 - Misure per la riduzione dell’uso o dei rischi derivanti dall’impiego dei prodotti in AREE FREQUENTATE DALLA POPOLAZIONE o da gruppi vulnerabili.

 

Ai fini della tutela della salute e della sicurezza pubblica, è necessario ridurre l’uso dei prodotti fitosanitari e quindi i rischi connessi al loro utilizzo nelle aree frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili, ricorrendo a mezzi alternativi (meccanici, fisici, biologici), riducendo le dosi d’impiego e utilizzando tecniche e attrezzature, che permettano di ridurne al minimo la dispersione nell’ambiente.

 

 

Le suddette aree comprendono a TITOLO ESEMPLIFICATIVO e NON ESAUSTIVO comunque, parchi e giardini pubblici, campi sportivi, aree ricreative, cortili e aree verdi all’interno e confinanti con plessi scolastici, parchi gioco per bambini, superfici in prossimità di strutture sanitarie, piste ciclabili, zone di interesse storico-artistico e paesaggistico e loro pertinenze, aree monumentali e loro pertinenze, aree archeologiche e loro pertinenze, aree cimiteriali e loro aree di servizio.

 

 

È fatto obbligo

AVVISARE LA POPOLAZIONE

attraverso l’apposizione di CARTELLI che indicano,

tra l’altro, la SOSTANZA ATTIVA UTILIZZATA, la DATA del

TRATTAMENTO e la durata del divieto di accesso all’area

trattata.

La durata del divieto di accesso non deve essere

inferiore al tempo di rientro, eventualmente indicato

nell’etichetta, dei prodotti fitosanitari utilizzati e, ove non

presente, nelle aree frequentate dai gruppi vulnerabili,

non può essere inferiore a 48 ore. 

 

 

Nelle aree interessate, non possono essere utilizzati prodotti fitosanitari che abbiano tempi di rientro superiori a 48 ore.

Nelle medesime aree si dovrà evitare l’accesso provvedendo ad un’adeguata e visibile segnalazione e, in relazione alla specifica situazione, ad un’eventuale delimitazione delle stesse. Ove possibile, i trattamenti devono essere effettuati in orari in cui è ridotto al minimo il disagio per le persone.

 

 

AVETE MAI VISTO CARTELLI CHE SEGNALASSERO TRATTAMENTI FITOSANITARI O LIMITASSE L'ACCESSO A ZONE TRATTATE?

È DA NOTARE CHE LA MAGGIOR PARTE DEI PRODOTTI È PER LO PIÙ INODORE.

 

   
   

 

E c'é di più!

IL PAN (Piano di Azione Nazionale per uso sostenibile fitofarmaci)

AFFERMA:

 

 

Nelle aree agricole, adiacenti alle aree frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili, quali parchi e giardini pubblici, campi sportivi, aree ricreative, cortili e aree verdi all’interno con plessi scolastici, parchi gioco per bambini, superfici in prossimità di strutture sanitarie:

è vietato l’utilizzo a distanze inferiori di 30 metri dalle predette aree, di prodotti fitosanitari

classificati tossici, molto tossici e/o recanti in etichetta le frasi di rischio R40, R42, R43, R60, R61, R62, R63 e R68, ai sensi del decreto legislativo n. 65/2003 successive modificazioni ed integrazioni, o le indicazioni di pericolo corrispondenti, di cui al regolamento (CE) n. 1272/2008.

 

Il Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (PAN) RACCOMANDA:

 

 

1 - Utilizzo dei prodotti fitosanitari ad azione erbicida:

In ambiente urbano, le autorità locali competenti per la gestione della flora infestante individuano:

  • le aree dove il mezzo chimico è vietato;
  • le aree dove il mezzo chimico può essere usato esclusivamente all’interno di un approccio integrato con mezzi non chimici e di una programmazione pluriennale degli interventi.

In particolare sono previste le seguenti misure:

 

 

i trattamenti diserbanti sono vietati e sostituiti con metodi alternativi nelle zone frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili (…)

 

  

In caso di deroga non si può ricorrere, comunque, all’uso di prodotti fitosanitari che riportano in etichetta le seguenti frasi di rischio: da R20 a R28, R36, R37, R38, R42, R43, R40, R41, R45, R48, R60, R61, R62, R63, R64 e R68, ai sensi del decreto legislativo n. 65/2003 e successive modificazioni ed integrazioni o le indicazioni di pericolo corrispondenti di cui al regolamento (CE) n. 1272/2008. Tali prodotti non devono, comunque, contenere sostanze classificate mutagene, cancerogene, tossiche per la riproduzione e lo sviluppo embriofetale, sensibilizzanti, ai sensi del regolamento (CE) n. 1272/2008.

 

 2 - Utilizzo dei prodotti fitosanitari ad azione fungicida, insetticida o acaricida 

Le autorità locali competenti, relativamente all’utilizzo dei prodotti fitosanitari ad azione fungicida, insetticida e acaricida devono tener conto che: sono da privilegiare misure di controllo biologico, trattamenti con prodotti a basso rischio come definiti nel regolamento (CE) 1107/09, con prodotti contenenti sostanze attive ammesse in agricoltura biologica, di cui all’allegato del regolamento CE 889/08.

In ogni caso è comunque escluso l’utilizzo di prodotti fitosanitari classificati tossici e molto tossici o che riportano in etichetta le seguenti frasi di rischio: da R20 a R28, R36, R37, R38, R42, R43, R40, R41, R48, R60, R61, R62, R63, R64 e R68, ai sensi del decreto legislativo n. 65/2003 successive modicazioni ed integrazioni o le indicazioni di pericolo corrispondenti di cui al regolamento (CE) n. 1272/2008.

Tali prodotti non devono, comunque, contenere sostanze classificate mutagene, cancerogene, tossiche per la riproduzione e lo sviluppo embriofetale, sensibilizzanti, ai sensi del regolamento (CE) n. 1272/2008. Per trattamenti mediante endoterapia, ferma restando l’esclusione delle sostanze che soddisfino i requisiti sopra indicati, è consentito l’impiego di prodotti fitosanitari classificati nocivi con frase di rischio R22 ed irritanti con frasi di rischio R36 e R38, espressamente autorizzati per la somministrazione endoterapica.

  

 

Entro 2 anni dall’entrata in vigore del Piano(ossa entro gennaio 2016), le regioni e le province autonome definiscono protocolli tecnici che regolamentano i trattamenti nelle aree frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili

 ASPETTIAMO ANCORA I PROTOCOLLI CHE REGOLAMENTINO...

 

 

E ricordiamo che:

 

- Dovrebbe esser fatta rispettare la DISTANZA DAI POZZI AD USO UMANO (nota bene non solo quelle ad uso potabile) fissata a 200 METRI.

- Dovrebbero esser fatti CONTROLLI SULLE DOSI E SUI MEZZI ANTI DERIVA

 

Di seguito riportiamo le scadenze della direttiva 2009/128/Ce, adottata con il Piano di Azione Nazionale per l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari.

- 1° gennaio 2014 - Difesa integrata obbligatoria

- 26 novembre 2015 - Certificato di abilitazione alla vendita, all’acquisto, all’utilizzo degli agrofarmaci e all’attività di consulente

- 26 novembre 2015 – Prescrizione per la vendita degli agrofarmaci

- 26 novembre 2016 – Controllo funzionale delle attrezzature

 

 

Nel link di seguito è possibile visionare il Piano di Azione Nazionale

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2014/02/12/14A00732/sg

 

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