Agricoltura e turismo sono intimamente connesse. Da ormai trent'anni, esiste una nuova forma di ricezione turistica che valorizza le zone rurali: l'agriturismo.

Da allora il settore ha subito una crescita vertiginosa e anche in periodi di crisi e recessione come questo continua a registrare il segno più in fatto di presenze e fatturato. All'ultimo Agritour svoltosi ad Arezzo a Novembre di quest'anno (2015) si parla di cifre: +2.1 su base nazionale con Toscana ed Umbria fra le regioni più richieste dal mercato.(Consulta i dati)

La nostra Vallata non fa eccezione ed ogni giorno spuntano nuovi agriturismi che costituiscono una nuova fonte di guadagno ed impiego.

Le vacanze nella campagna Toscana stanno diventando un must per un numero sempre maggiore di stranieri, soprattutto tedeschi ed anglosassoni, e le nostre zone sono ai primi posti nel mondo fra i luoghi dove la gente da ogni angolo della terra vorrebbe andare a vivere.

Da qualche anno c'è una bellissima novità: Il cammino di S.Francesco.

A chiunque sarà capitato di vedere giovani e meno giovani attraversare la Valtiberina zaino in spalla. Si tratta di pellegrini impegnati in un cammino turistico-spirituale che parte da Chiusi della Verna e giunge ad Assisi per proseguire alla volta di Poggio Bustone (Rieti).

I numeri delle presenze, anche in questo caso, sono in continua crescita e le previsioni per il prossimo anno, complice anche la festività giubilare, sono ottime.

Cominciano tuttavia a sorgere alcuni problemi!

Molti turisti segnalano che dopo essere arrivati mal tollerano il cattivo odore legato all'uso di fitofarmaci in agricoltura e partono anticipatamente, o altri che cominciano a chiedere a che distanza si trovi la ricezione alberghiera dai campi coltivati ad agricoltura intensiva prima di decidere se prenotare. I turisti portano soldi ma esigono servizi, accoglienza e ambiente di qualità.

Per quanto riguarda i pellegrini Francescani, la situazione è ancora più grave. Il percorso si snoda spesso in aperta campagna, lungo strade bianche circondate dai campi coltivati e, anche in questo caso, le lamentele non si contano. In questo modo, risulterà difficile che possano parlare bene e consigliare questa esperienza a qualcun altro.

 

La normativa vigente

ai fini della tutela delle aree frequentate dalla popolazione

inserisce le piste ciclabili

le zone di interesse storico-artistico e paesaggistico e loro pertinenze

fra quelle da proteggere con particolare attenzione.

 

E' fatto obbligo in suddette aree la segnalazione dei trattamenti

ed il divieto di utilizzo di erbicidi, fungicidi ed acaricidi

contenenti specifiche frasi di rischio.

 

Tutto ciò purtroppo non viene fatto, con grave danno presente e, soprattutto futuro, per questa nuova importantissima fonte di guadagno per la nostra terra.

Riteniamo sia necessario un tempestivo intervento da parte delle autorità, al fine di individuare una fascia a protezione del tracciato suddetto e l’applicazione della normativa vigente, predisponendo i dovuti controlli prima che si rovini il buon nome del cammino di S. Francesco e di tutti gli agriturismi della Valtiberina.

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